Ascomut, sempre un passo avanti

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Nel corso della sua relazione in assemblea, il presidente di Ascomut Andrea Bianchi, partendo proprio dall’analisi del quadro economico generale e dei dati di mercato settoriali, ha anche toccato il trema del ruolo dell’associazione.

Possiamo parlare di un contesto favorevole e di un trend positivo per la generalità delle nostre imprese – ha spiegato –. Siamo ottimisti perché i dati ce lo consentono e anche un po’ per vocazione imprenditoriale. Crediamo molto nelle potenzialità del mercato così come nella capacità dell’atteggiamento mentale e psicologico di incidere sui freddi numeri contabili. Siamo ottimisti, dunque, e in un certo senso ‘ambasciatori di ottimismo’. In questo contesto, molto utile può essere il lavoro culturale, prima ancora che economico, relativo alla divulgazione del concetto di ‘Industria 4.0’. Stiamo percorrendo un tratto di strada decisivo perché in grado di determinare il futuro del nostro paese, rafforzandone la propensione industriale e produttiva, l’attenzione al mondo dei servizi e dell’intermediazione a elevato valore aggiunto e quindi la sensibilità verso la crescita tecnologica e infrastrutturale. Si tratta infatti di migliorare la percezione sociale dell’innovazione tecnologica, enfatizzarne la valenza e l’impatto positivo sulla vita delle persone. Certo, l’innovazione, come ogni altro processo di rilevante impatto sociale ed economico, deve essere governata, necessita di linee guida che il mondo dell’impresa e dell’associazionismo imprenditoriale devono elaborare d’intesa con le autorità di governo e con le istituzioni preposte. Abbiamo un ruolo di importanza decisiva da svolgere in questa direzione: fare cultura, informare, sensibilizzare, lavorare alla formazione professionale, investire in tecnologia senza dimenticare che il fattore centrale di successo è e resterà il fattore umano, la creatività e l’intelligenza di operatori ad elevata specializzazione in grado di governare la macchina, customizzare la produzione, personalizzare ogni dettaglio in un’ottica di flessibilità totale. Come ho detto lo scorso anno ripercorrendo i primi 70 anni di Ascomut, la nostra associazione rivendica il ruolo di punto di riferimento importante per la meccanica in Italia nella prospettiva di un futuro che deve essere capito, preparato, a volte persino anticipato. L’ho affermato un anno fa e lo ribadisco con forza: le associazioni imprenditoriali sono ‘geneticamente’ costruite per guardare avanti”. E ancora: “Un’associazione che voglia dare risposte alle esigenze delle imprese deve fornire strumenti di conoscenza del mercato e delle sue dinamiche e aiutare le imprese ad acquisire e familiarizzare con strumenti di gestione manageriale sempre più importanti. Bisogna allora lavorare sul fattore umano, sulle competenze direzionali, sulla leadership, sul lavoro di squadra, sulla capacità di comprendere e ascoltare il mercato, prima di avere la pretesa di offrire risposte preconfezionate”.

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