Una nuova piattaforma online monitora le agevolazioni per le startup

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L’Associazione Italia Startup e Warrant Group promuovono un portale dedicato ai finanziamenti pubblici a supporto dell’ecosistema startup italiano.

Dati alla mano, sono oltre 100 i bandi regionali o territoriali attualmente attivi che prevedono incentivi, aiuti o agevolazioni proprio per chi decide di “fare impresa”. In totale ci sono sul piatto risorse per poco meno di 1 milione di euro, con la Regione Puglia capofila, dall’alto del suo budget da 370 milioni (250 le startup interessate). La classifica, rilanciata di recente dal Sole 24 Ore sulla base dei report di Finanziamentistartup.eu, vede al secondo posto la Sardegna, con più di 130 milioni per 137 startup (e il primato di iniziative attive, circa una ventina), seguita dal Veneto, con quasi 103 milioni e 585 imprese, e dalla Calabria, che mette a disposizione 91 milioni per 160 nuove attività imprenditoriali. Ma la cosa interessante è che finalmente è disponibile online, in formato “open”, cioè accessibile a tutti, una piattaforma aggiornata che, pur non avendo pretese di esaustività, ha l’obiettivo di diventare una sorta di “hub virtuale” dove ricavare informazioni utili sui finanziamenti in essere. Due i principali obiettivi: offrire un servizio di monitoraggio dei bandi pubblici, nazionali e regionali – questi ultimi suddivisi in bandi per singole regioni e province autonome italiane – dedicati a sostenere progetti di giovani imprese innovative ad alto potenziale di crescita (startup appunto) e dei loro partner (acceleratori, incubatori, parchi scientifici, investitori…) e quindi a disposizione sia del mercato che delle istituzioni nazionali, e dare modo a queste ultime, in particolare i governi regionali, di valutare l’impatto sia delle politiche proposte che degli stanziamenti messi a disposizione degli ecosistemi locali. Lo strumento, promosso da Italia Startup e Warrant Group, mappa sul portale soltanto i finanziamenti ancora attivi, per i quali è possibile presentare domanda: sotto il profilo tipologico, prevalgono i contributi una tantum, a fondo perduto (per esempio al momento della partenza dell’attività), oppure quelli in conto capitale, in percentuale sui costi sostenuti. In quest’ultimo caso, si richiedono a volte spese o investimenti minimi.

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