Mario Stroppa, precisione e coerenza

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Mario Stroppa, ceo di Gildemeister Italiana.

Mario Stroppa, ceo di Gildemeister Italiana, ci parla delle ultime novità della produzione Gital valide quanto i modelli già consolidati. Lui ha infatti supervisionato lo sviluppo dei nuovi Sprint 32|5 e 32|8.

Lo Sprint 32|5 è considerato l’asso nella manica di Gildemeister Italiana. Come si inserisce questa macchina nel portafoglio?

Con lo Sprint 32|5 e la versione 32|8 abbiamo completato in modo mirato la nostra gamma di torni automatici con SwissTypeKit: una serie di successo composta da macchine capaci di tornire con estrema precisione pezzi lunghi e corti. Finora, in questo segmento rientravano solo pezzi di diametro massimo 20 mm e 42 mm, ovvero troppo piccoli o troppo grandi per essere considerati di medie dimensioni. Ma il tempo dei compromessi è finito: per ogni operazione di lavorazione siamo ora in grado di offrire la soluzione perfetta al 100%. Nel caso dello Sprint 32|5 parliamo di costi pezzo minimi nella lavorazione di materiale da barra di diametro fino a 32 mm con 2 mandrini ed un controllo a 2 canali“.

Ma per la lavorazione di pezzi di diametro più piccolo si possono benissimo utilizzare le macchine della gamma Sprint 42…

Sì, da un lato ha ragione, ma ci presentiamo ai clienti come fornitori completi full-line: una sfida che, con l’introduzione dello Sprint 32 nelle due versioni a 5 e 8 assi, abbiamo superato con successo. Dall’altro lato, e questo è forse l’aspetto più rilevante, gli utenti operano in un contesto di forte concorrenza, dove spesso anche pochi centesimi di differenza sul costo di un pezzo possono facilitare o compromettere l’aggiudicazione di un ordine. E in fase di calcolo, i costi d’investimento possono fungere da ago della bilancia“.

Quali sono i punti di forza della nuova macchina?

Anche da questo punto di vista, le nuove macchine Sprint 32 si inseriscono alla perfezione nel portafoglio esistente, offrendo le stesse prestazioni d’eccellenza delle altre ‘sorelle’ della famiglia. Con una superficie di installazione di 2,8 m2, i nuovi modelli sono i più compatti della categoria, pur mettendo a disposizione un’ampia zona lavoro, per pezzi fino a diametro 32×600 mm. Per quanto riguarda il processo stesso di truciolatura, lo Sprint 32|5 dispone di 5 assi lineari e dell’asse C del mandrino principale, oltre a 2 portautensili indipendenti con 22 posti totali. Di questi, 4 sono destinati a utensili motorizzati per il mandrino principale. Da parte sua, lo Sprint 32|8 si presenta con 6 assi lineari, 2 assi C per il mandrino principale e il contromandrino e fino a 10 stazioni per utensili motorizzati. Entrambe le versioni macchina hanno una cosa in comune: tempi di attrezzaggio ridotti del 20% grazie al sistema di cambio utensili rapido. E non è tutto: proprio dove gli altri produttori impiegano ancora l’azionamento a cinghia, DMG Mori ha adottato potenti elettromandrini, capaci di gestire senza alcun problema anche i materiali più difficili da lavorare. Per le operazioni di truciolatura a elevate prestazioni, invece, abbiamo implementato un sistema di adduzione di liquido refrigerante ad alta pressione fino a 120 bar. A ciò si aggiunge l’eccellente operatività della macchina e del controllo CNC Fanuc 32i-B, il cui connubio garantisce una precisione, finora ineguagliata. Non da ultimo, forti del già citato pacchetto, ormai consolidato nella pratica, SwissTypeKit, con lo Sprint 32 siamo in grado di coprire l’intera gamma di lavorazioni di tornitura di pezzi lunghi e corti. In meno di 30 minuti, la macchina viene riattrezzata per lavorare pezzi di diversa lunghezza, grazie al prolungamento della corsa del mandrino da 60 a 180 mm“.

Oltre ai modelli Sprint, che lavorano barre con diametro fino a 42 mm, la famiglia comprende anche i torni più grandi Sprint 50 e Sprint 65 – il che solleva qualche domanda, anche solo a livello visivo…

La famiglia Sprint sintetizza i due settori della tornitura automatica e di produzione e ci permette di rivolgerci ai gruppi target parlando un’unica lingua. Ad ogni modo, le differenze sono presto spiegate: le macchine con portautensili lineari per pezzi piccoli di diametro fino a 42 mm rientrano nella categoria dei torni automatici, mentre i modelli Sprint più grandi, con anche 3 torrette, offrono naturalmente più flessibilità, anche in fatto di complessità dei pezzi da lavorare. Da noi i clienti sanno di poter sempre trovare la soluzione perfetta per le loro esigenze: dalle grandi serie ai lotti di medie dimensioni, dal pezzo piccolo a quello grande, dalla lavorazione semplice a quella più complessa“.

Quindi, per completare a tutti gli effetti la gamma di torni automatici e di produzione di Gita  mancherebbero solo i torni automatici plurimandrino a controllo numerico…

Dimentichi i torni plurimandrino meccanici. In questo ambito, si era già pensato anni fa ad un cambio della guardia, per lasciare il posto alle controparti CNC. Alla fine, abbiamo optato per una coesistenza di tradizione e modernità. I nostri torni plurimandrino meccanici dalla serie GM 16 alla GM 42 rappresentano ancor oggi un’alternativa proficua per la produzione di massa. Lo si deve soprattutto al fatto che non abbiamo mai smesso di svilupparli. Fra le altre cose, l’impiego di azionamenti AC più potenti, a controllo elettronico, ci ha permesso di incrementare notevolmente i tempi ciclo. Grazie al contributo strategico dei modelli plurimandrino CNC dalla serie GMC 20 alla GMC 42, i clienti possono fare affidamento sul parco macchine di DMG Mori anche per la produzione di serie che per quella di massa“.

Considerata la varietà e la diversità delle macchine DMG Mori, non c’è il rischio che un “profano” vada un po’ in confusione quando ha libera scelta?

Libera scelta presuppone che il cliente non sappia ciò che vuole. I clienti, invece, hanno le idee molto chiare. Innanzitutto, non cercano una macchina, ma la soluzione ottimale per produrre la loro gamma di pezzi. Tenendo a mente questo obiettivo, e in considerazione dei limiti posti dal numero di pezzi, dalle dimensioni e dalla complessità della lavorazione, si ritrovano presto in un corridoio target ben definito, che li porta a orientarsi verso la nostra matrice di prodotti e a informarsi sulle nostre macchine“.

di Leo Cremonesi

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