Quadro economico: bene l’occupazione ma la ripresa è debole

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Businessman changes statistics

Il 2015 si è chiuso con un risultato di modesta crescita del prodotto interno lordo (PIL) italiano (+ 0,8%) e la previsione per il 2016 parla di una chiusura intorno all’1,1%.

Il dato del PIL sul primo trimestre 2016 diffuso a maggio dall’Istat conferma un moderato andamento di crescita, ma non ancora davvero soddisfacente. Per quanto contenuta, la ripresa permane ormai da cinque trimestri e comincia a trovare il suo sostegno nella domanda interna. Ma, al di là di questi aspetti positivi, come osserva l’Ufficio Studi di Confcommercio, il dato va inserito in un contesto in cui altri paesi europei stanno sperimentando tassi di crescita ben più sostenuti e idonei a garantire in tempi più rapidi il recupero di quanto perso negli anni della grande crisi. Allo stato attuale, il prodotto lordo italiano è ancora inferiore di quasi il 4% rispetto al 2011 e di quasi sette punti nei confronti del 2008. Dunque, è mancata, e ancora non si vede all’orizzonte, quell’accelerazione necessaria a trasformare la ripresa statistica in crescita vera e propria. Anche a causa dell’eccesso di pressione fiscale, che ancora oggi è uno dei fattori frenanti per l’economia italiana.

Indicazioni interessanti provengono dal fronte del lavoro. L’aumento dei livelli occupazionali per il secondo mese consecutivo è un dato che lascia ben sperare sul consolidamento dell’attuale debole ripresa. L’incremento delle persone in cerca di lavoro va interpretato come un elemento fisiologico delle fasi di ripresa, in quanto parte degli inattivi, in presenza di condizioni più favorevoli, comincia a svolgere un’attività di ricerca più intensa.

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