Giovani idee rottamano vecchie aziende

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Gli scenari paventati dai molti futurologi che affollano il panorama della “palla di vetro” sono chiari: nei prossimi dieci anni la forza delle innovazioni tecnologiche formerà una onda crescente e ne sarà travolto un numero importante di aziende. Con loro anche molti attuali lavori e professionalità.

Noi, abituati al giorno per giorno, stiamo con i piedi per terra, ma con l’occhio vigile. Sai mai che qualcuno ci azzecchi. Ripercorriamo i passati dieci anni della macchina utensile. L’ondata tecnologica è stata potente, ma non distruttiva, anzi. Elettronica, informatica, automazione, robotica hanno potenziato le caratteristiche e le prestazioni dei sistemi di produzione. L’acciaio e la ghisa sono diventati contenitori multi tecnologici sofisticati che, grazie ai nuovi strumenti, erodono i tempi ciclo e migliorano la qualità di produzione. L’obiettivo imposto dalla globalizzazione dei mercati si chiama “sostenibilità economica”, cioè un mix di innovazione, costo e tempo di immissione sul mercato del prodotto, ma che si realizza anche attraverso la sostenibilità energetica e ambientale, la minore manutenzione, la connettibilità con altri mondi per raccogliere e trasferire dati. Macchine solide e rigide, ma senza indulgere sull’abbondanza di materiale, un inutile spreco.

La macchina utensile oggi è tutto questo. L’ondata tecnologica degli ultimi dieci anni, peraltro economicamente tribolati, non ha travolto il mondo delle macchine utensili, ma lo ha portato sulla cresta dell’onda. Così sarà per i prossimi decenni. Sì, certo, con acquisizioni e cessioni.

L’uomo? Da operatore di macchina a controllore, analista, interprete anticipatore di problemi, risolutore, gestore. Meno mani e più cervello. O meglio, mani per visualizzare informazioni su tablet e smartphone.

I prodotti elettronici hanno vita sempre più breve. La microelettronica è uno dei driver dello sviluppo. I colossi si combattono per acquisire maggiori quote. Anche qui acquisizioni e cessioni. La digitalizzazione è uno straordinario mercato per tutti, sviluppatori di app, nuovi processi, nuovi prodotti, nuovi servizi, nuovi modelli di business. Mentre i grandi cercano di assemblare capacità di Fabbrica digitale completa, c’è spazio anche per i piccoli. E’ sufficiente una piccola molecola di capacità digitale, per catalizzare una reazione a catena nelle piccole aziende.

L’ondata tecnologica dei prossimi dieci anni avrà sicuramente una forza mai registrata e non sarà facile capire in quale direzione si muoveranno mercato, economia, grandi attori, capire come cavalcare l’onda. Lo spazio per gli “svegli” sarà comunque enorme. Sì, ci aspetta un futuro di soggetti economici in inevitabile caduta. La manifattura additiva sta erodendo rapidamente quote a know how “tradizionali” faticosamente acquisiti, per realizzare componenti nuovi e ricambi. Le app su smartphone hanno dichiarato il crollo verticale delle vendite di navigatori portatili. E’ il tempo degli spinoff e delle startup, mentre nuove tecnologie stanno uscendo dall’infanzia ed esploderanno da un momento all’altro. La rottamazione è veramente un fenomeno al quale guardare con attenzione perché può riguardare prodotti anche relativamente giovani. L’importante è sperare che sia una rottamazione creativa.

di Michele Rossi

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