Benvenuta Industry 4.0

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industry 4.0 genericL’homo sapiens ha inventato cose fondamentali nella storia dell’umanità, come la ruota, la tecnica, la cultura. L’homo digitalis ha reinventato l’efficienza, a tutti i livelli, dove il flusso d’informazioni interfacciato all’evoluzione tecnologica fa la competenza. Allora, con la quarta rivoluzione industriale, ovvero l’Industry 4.0, l’homo non è più sapiens? Per carità, lo è ancora, eccome! L’Industry 4.0 sottolinea l’espressione rivoluzionaria dell’homo digitalis, ma nobilita la preziosità delle risorse umane. Come dire: la fabbrica intelligente non deve essere intelligente solo nelle cose, ma anche e soprattutto nelle persone, tant’è che l’homo sapiens ha ancora più spazio per esprimersi in un’era digitale destinata a incrementare i livelli di automazione. Cambiano le competenze e le abilità ricercate, ma diventeranno più importanti il pensiero critico e la creatività.

Il linguaggio della quarta rivoluzione industriale è il contrario del politichese, che dice qualcosa su qualsiasi cosa senza mai dire niente; l’Industry 4.0 ragguaglia, erudisce, spiega, mette al corrente, identifica il proprio operato nei vari contesti applicativi, garantisce la qualità e quant’altro. Niente retorica ma trasparenza, chiarezza, sicurezza, precisione, dettagli, concretezza, materialità; niente luoghi comuni. Con il digitale, la chiarezza conviene a tutti, purché vi sia la consapevolezza che il digitale stesso da solo non rappresenta l’innovazione: è ancora l’uomo che fa la differenza, la quale non è la novità in più, ma il modo di gestire l’innovazione nel ritmo elevato del progresso tecnologico. Non bisogna farsi travolgere dall’innovazione, ma occorre anticiparla, andarle incontro: questa è la vera sfida!

L’Industry 4.0 è un progetto specifico nell’ambito del programma di strategia hi-tech del governo tedesco, che promuove l’informatizzazione delle industrie tradizionali come quella manifatturiera; l’obiettivo è la fabbrica intelligente, caratterizzata da capacità di adattamento, efficienza ed ergonomia, oltre alla creazione di partnership in ecosistemi aziendali e processi di valore. Il paradigma indica l’insieme di tecnologie digitali, di tool per dati e analisi che si ritrovano in tutta la filiera della produzione: dalla stampa 3D, robotica, fresatrici di ultima generazione, ai prodotti completi dotati d’intelligenza artificiale.

Tre sono le domande ricorrenti: Perché? Cosa? Come? Per rispondere, occorre sincronizzarsi con sette nuove tecnologie interfacciate fra loro: stampa 3D, nanotecnologie, Internet delle cose, tecnologie cloud, realtà aumentata, sistemi esperti e robotica, social manufacturing; sono tecnologie che cambiano il modo di progettare, realizzare e distribuire prodotti in tutto il mondo e sviluppano un nuovo “filo digitale” in tutta la catena industriale, tale da poter organizzare e gestire in modo automatico grandi quantità d’informazioni.

Il mercato si attende dalla quarta rivoluzione industriale una sincronizzazione snella, ovvero fornire esattamente ciò che vogliono i clienti, nelle quantità richieste (né troppo, né troppo poco), quando serve (né presto né tardi), dove serve al minor costo possibile. A questo si aggiunge l’integrazione e la digitalizzazione in tempo reale del flusso d’informazione nei diversi livelli gerarchici della piramide dell’automazione. Insomma, oggi c’è la digitalizzazione a esaltare i segreti del proprio operato e a interfacciarsi con i clienti, per aiutarli a capire vantaggi pratici e ritorni economici dei propri servizi. Oggi c’è l’e-commerce, domani il marketplace, dopodomani chissà…

di Enzo Guaglione

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