Giacomo Barbieri, comprendere le necessità del mercato

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giacomo barbieri
Giacomo Barbieri, sales executive di Fanuc Italia.

La vicinanza sempre maggiore ai bisogni del mercato è l’obiettivo primario di una nota realtà che offre ai clienti soluzioni complete che possano integrare nella loro produzione, per migliorarla e renderla sempre più efficiente. Di questa realtà ci ha parlato Giacomo Barbieri, sales executive di Fanuc Italia.

Con quale strategia operativa vi ponete sul mercato di oggi?

Fanuc si presenta oggi sul mercato come una nuova realtà costituita da tre divisioni, specifiche e sinergiche: Factory Automation, Robotics e Robomachine. Attraverso queste divisioni è in grado di offrire soluzioni complete, e non semplicemente prodotti, rispondendo alle attuali esigenze di costruttori e utilizzatori“.

Quali sono le prerogative che più vi caratterizzano?

Presente sul mercato da 60 anni, con più di 200 sedi nel mondo, Fanuc riesce a offrire ovunque un servizio capillare: questa è senz’altro la prima prerogativa che ci contraddistingue a livello internazionale. Grazie alle sue filiali, Fanuc può infatti garantire servizi su misura per i clienti, con le loro peculiarità locali. L’altro fondamentale punto di forza del gruppo è la continua ricerca tecnologica, che rende la nostra affidabilità sempre maggiore e riconosciuta, dal costruttore e soprattutto dall’utilizzatore finale. Un’affidabilità che non è solo di prodotto, ma anche di presenza sul territorio“.

Quali sono i vostri obiettivi e la vostra missione?

Nostro obiettivo primario è la vicinanza sempre maggiore ai bisogni del mercato, ed è proprio in tale ottica che Fanuc ha voluto unire le sue tre divisioni in tutto il mondo. Oggi chi produce ha bisogno non solo della macchina utensile, ma anche dell’automazione, di una soluzione per produrre. E per il fatto di essere in primo luogo esperti produttori, in Fanuc la missione è quella di divulgare il proprio know how offrendo soluzioni che i clienti possano integrare nella loro produzione, per migliorarla e renderla sempre più efficiente. Le nostre stesse necessità produttive, negli stabilimenti ai piedi del Monte Fuji, hanno visto nascere le soluzioni che poi offriamo al mercato. Basti pensare al robot presentato alla fiera EMO 2015, che sollevava un’intera auto, nato dalle concrete esigenze produttive legate alle ai nostri centri di lavoro verticali Robodrill, alle macchine per elettroerosione a filo Robocut e alle macchine per lo stampaggio di materiale plastico Roboshot“.

Innovazione e qualità: che valore hanno per una realtà come la vostra?

Sono due concetti che viaggiano a braccetto, perché non può esserci qualità se non c’è innovazione: questa, infatti, è il punto di partenza per la qualità. Si parla molto di Industry 4.0, ma Fanuc propone in realtà già da anni le soluzioni che oggi sono considerate la benzina di questa ‘quarta rivoluzione industriale’: una tecnologia che si interfaccia in modo intelligente con l’ambiente produttivo e manutentivo, dove non è l’operatore a controllare, ma è la macchina stessa a rapportarsi con il mondo esterno. Tutto questo garantisce la qualità del prodotto“.

Quali maggiori necessità esprimono oggi clienti e mercato?

Il mercato chiede oggi di produrre in modo più efficiente, visto che la marginalità sui prodotti è sempre più bassa: Fanuc risponde a questa esigenza ottimizzando il processo produttivo. Offriamo infatti prodotti affidabili e tecnologicamente avanzati, siano essi controlli numerici, robot o robomacchine, così che l’utilizzatore possa produrre con garanzia nei tempi giusti, con velocità e precisione, mantenendo anche il margine previsto“.

Quali sono le caratteristiche base della vostra articolata offerta?

Le tre divisioni di Fanuc sono fondamentalmente legate fra di loro dal robot, trait d’union tra il controllo numerico e la macchina utensile. Infatti, dove siamo presenti con il controllo numerico, spesso lo siamo anche con il robot, e dove vendiamo la macchina utensile, spesso ci viene richiesto anche il robot. Trattandosi di prodotti con lo stesso ‘cuore’, l’approccio a qualsiasi di essi è sempre il medesimo, e il costruttore, così come l’utilizzatore, può beneficiare dell’impiego degli stessi concetti e delle stesse configurazioni“.

Quali sono le vostre novità più recenti o di maggior spicco?

La nostra novità più recente è l’interfaccia operatore iHMI. Nata dall’idea di essere un oggetto simile agli smartphone, che hanno rivoluzionato il nostro modo di vivere e lavorare, alla stessa stregua è destinata a rivoluzionare l’operatività degli utilizzatori. Fanuc è partita proprio da questo concetto, offrendo quindi agli operatori un’interfaccia amica che li aiuti nel loro lavoro. Ma non solo: la iHMI si configura anche come un sostanziale supporto per tutti i team che collaborano alla produzione, come ad esempio quelli addetti alla manutenzione. Questa nuova interfaccia riesce infatti a garantire tutte le informazioni utili al miglioramento del processo produttivo. Proiettata al concetto di Industry 4.0, è in grado di integrarsi completamente in tutte le fasi operative di una macchina, consentendole di produrre sempre con ottima qualità e senza mai fermarsi. Un’altra importante novità è costituita dal robot collaborativo CR-35iA, anch’esso in grado di rivoluzionare i processi produttivi, là dove è richiesta una collaborazione con l’operatore. Con questo nuovo robot collaborativo è dunque possibile intervenire in qualsiasi fase dell’automazione. In collaborazione con l’operatore, il robot ne amplifica e ne sostiene i movimenti“.

Quali servizi mettete a disposizione della clientela?

Affianchiamo in tutte le sequenze la nascita e la vita di una macchina utensile. Nella fase iniziale, quando il costruttore progetta e comincia a realizzare la macchina, interveniamo con ‘Application Team’ presenti in tutte le filiali, costituiti da ingegneri con esperienza diretta sulle macchine utensili, dedicati al costruttore per formarlo e aiutarlo, dalla progettazione al collaudo della macchina. Successivamente, seguiamo la macchina presso l’utilizzatore, con ‘Service Team’ ditribuiti in ogni paese, garantendo un rapido intervento. Pensiamo al cliente non solo in termini di produzione, ma anche di utilizzo della macchina: non a caso nella nuova sede di Fanuc Italia a Lainate, di prossima apertura, ben 1000 m2 saranno dedicati al Training Center. Puntiamo molto alla formazione dei costruttori e, ancor più, degli utilizzatori, perché chi sa usare bene il nostro prodotto ne valorizza le caratteristiche“.

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Parlano i numeri, e non solo

In primo piano a livello internazionale in ambito automazione di fabbrica (CNC), robot e robomacchine, Fanuc è stata fondata nel 1956 e impiega oggi 6.500 persone in tutto il mondo. I suoi stabilimenti, situati in Giappone, utilizzano oltre 2.800 robot e hanno una capacità produttiva mensile di 30 mila controllori CNC, 5 mila robot, 250 mila motori asse e mandrino, 5 mila robomacchine e 250 laser a CO2.

Fanuc Italia, una delle due maggiori filiali europee, trasferirà il prossimo anno le sue attività nella nuova sede a Lainate (MI), attualmente in corso di realizzazione. La nuova struttura prevede una superficie di 12.000 m², dove troveranno spazio anche un Demonstration Center, un Training Center e un Technical Center.

di Carla Casartelli

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