Quando qualità fa rima con flessibilità

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Nell’altalenante e mutevole mercato odierno è quanto mai importante saper coniugare qualità con flessibilità. Quest’ultima, notoriamente caratteristica delle piccole imprese, è diventata di casa anche in uno storica società bergamasca con oltre 100 dipendenti specializzata nelle lavorazioni meccaniche di precisione. Vediamo come.

Chi da qualche tempo ha varcato la soglia degli “anta” ricorderà che negli anni della scuola elementare entrando in una cartoleria per acquistare una penna l’imbarazzo della scelta che c’è oggi non esisteva, visto che alla richiesta dell’avventore l’esercente esibiva solo “lei”, la penna Bic, nelle versioni blu, nera e rossa. Tale strumento di scrittura, il cui marchio è l’abbreviazione del cognome di Marcel Bich, barone francese che alla fine degli anni ’40 del secolo scorso cominciò a fabbricarla su scala industriale, dopo averne comprato il brevetto dall’inventore, il giornalista ungherese Laszio Biro, fin da subito si dimostrò una valida alternativa alle stilografiche, sia per la presenza, alla punta, non più di un pennino, ma di una piccola sfera, sia per l’uso di un inchiostro meno fluido e più viscoso di quello delle stilografiche o dei calamai usati a scuola. Il successo riscontrato in quel periodo dalla penna a sfera Bic, dovuto altresì al suo basso costo, può davvero dirsi clamoroso e a beneficiarne non fu soltanto il produttore, ma anche alcuni suoi subfornitori, fra i quali la Gamba S.r.l. di Brembilla (BG), incaricata della realizzazione di quelle minuscole palline.

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