La flessibilità

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operatore macchina utensileLa flessibilità rappresenta uno strumento principe per un operatore di macchina di macchine utensili.

Una nuova assunzione genera molta attesa e molta ansia, in genere a causa di un incrocio di aspettative. Il neo assunto vuole “far bene” fin da subito, dimostrando la bontà della scelta fatta dall’azienda; per contro, l’azienda spera di coinvolgere velocemente il neofita, rendendolo una parte attiva e integrante dei propri ingranaggi. Al neo assunto si vorrebbero dire tante cose, fare tante raccomandazioni ma troppo spesso si lascia correre…

Bene, caro neo assunto di un’azienda metalmeccanica  sappi che, se vorrai operare con successo in questo settore, se miri ad essere un buon operatore di macchine utensili, oltre a far tue le “Tre P“, Passione, Perspicacia e Perseveranza, dovrai fare della tua flessibilità lo strumento principale con cui operare.

 

La flessibilità

Cos’è la flessibilità? In realtà è un termine dalle molteplici sfaccettature, alcune ritenute positive, altre un po’ meno, ma, in sostanza, significa la capacità di adattarsi  rapidamente ai mutamenti della realtà, alle situazioni che cambiano. Dunque, in un’ottica evolutiva, la flessibilità dovrebbe comportare anche un costante miglioramento delle conoscenze che rappresentano certamente un bene aziendale, ma anche individuale che può portare al miglioramento del livello occupazionale.

In senso lato, il concetto di flessibilità può leggersi come strettamente correlato a elasticità,adattabilità,versatilità e convertibilità.

Guardiamo la realtà dell’officina: la rapida evoluzione tecnologica e la forte competizione internazionale dei  mercati hanno spostato drasticamente le priorità dell’organizzazione produttiva e, con essa, dei sistemi di produzione. Se ieri si puntava sulla capacità di produrre elevati volumi a prezzi competitivi, oggi è prioritaria la capacità di adattarsi rapidamente, e a basso costo, ad una domanda di mercato in continua evoluzione.

Dunque, se gli obiettivi strategici devono necessariamente orientarsi verso una maggiore flessibilità produttiva, le macchine e l’intero sistema produttivo, che sono gli strumenti per perseguirla, sono obbligati ad adattarsi alle  rapide variazioni del prodotto, che insegue le mutevoli ed eterogenee richieste del mercato. Il concetto stesso di macchina utensile è andato modificandosi: dalla macchina utensile tradizionale, nell’arco di circa due decenni, si è passati a quella a Controllo Numerico detta individuale, per passare ai centri di lavoro e, successivamente, alle celle flessibili di lavorazione. In poco meno di una generazione, si è fatto un salto evolutivo enorme! In tutto questo anche il ruolo dell’operatore ha subito una profonda trasformazione, passando da un ruolo “attivo“, in quanto artefice delle manovre della macchina, impostando parametri di taglio,scegliendo e  imponendo  movimenti a pezzo o utensile, ad un ruolo meno operativo, in quanto, con l’avvento dei software CAD-CAM, buona parte delle istruzioni per il controllo possono essere generate automaticamente, senza alcuna necessità di programmare, ma partendo dalla geometria del pezzo da lavorare. La macchina del futuro sembra sarà estremamente sensorializzata,  affidando ai sensori il compito di sorvegliare le condizioni  di lavoro, lanciando warning nel caso di situazioni che si discostano dal previsto, come può essere il caso di una eccessiva usura utensile o di una vibrazione indesiderata.

 

Cosa fare?

Dunque, la flessibilità rappresenta uno strumento principe per un operatore di macchina di macchine utensili. E lo è in duplice veste. Infatti, come si è detto, la rapida e continua evoluzione tecnologia da una parte, l’effervescenza e forte competitività dei mercati dall’altra, obbligano tanto le aziende quanto gli addetti a continui mutamenti di strategie. In questo scenario non è quindi possibile cercare di restare ancorati ai propri saperi e/o alle proprie abitudini, ma la disponibilità, mentale soprattutto, di lasciarsi coinvolgere dai cambiamenti è fondamentale, essendone un protagonista attivo. Secondo alcune teorie, ciò può essere destabilizzante per l’individuo che si trova a non avere certezze, ma piuttosto a doversi reinventare periodicamente, con possibili riflessi negativi anche su scelte di tipo personale. Di fatto il “nuovo modello” di operatore, dotato di grande flessibilità, deve essere disponibile ad una formazione continua che gli permetta di affrontare , adattandosi, le nuove realtà. Ciò comporta la capacità di far interagire il proprio sapere con il saper fare e il saper essere. Quindi conoscenza (il sapere) e competenza tecnica (il saper fare) amalgamate dalla capacità di agire (il saper essere) per rispondere efficacemente alle richieste di cambiamento, non in modo passivo ma proattivo.

A questo punto si inserisce un secondo aspetto della flessibilità richiesta all’operatore di macchine utensili, ed è un aspetto che dovrebbe essere sempre presente, indipendentemente dalle sollecitazioni esterne: sfruttare la propria creatività e l’innovazione che la continua evoluzione tecnologica mette a disposizione. Cosa vuole dire ciò? Significa semplicemente essere capaci di “giocare” col proprio sapere e il proprio saper fare in modo da riuscire a scovare possibili tecniche di lavoro che rendano più performante la lavorazione. Se la mente è rigida, sarà difficile anche solo pensare a un possibile cambiamento! Spesso sono le piccole cose, individuate quasi per caso che permettono di fare grandi salti di qualità.

Allora, caro neo operatore di macchine utensili, guarda al tuo lavoro con serenità e ricorda che, se lo vorrai, la tua flessibilità ti aiuterà a scoprire sempre nuove possibilità, nuove chance… Sarai tu a gestire la tua macchina, a farle fare cose meravigliose, lavorazioni che forse pensavi impossibili… E’ importante: non vivere passivamente il tuo rapporto con la macchina ma, giorno per giorno, reinventalo e sii parte attiva!

di Daniela Tommasi

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