La squadra statunitense di bob a Sochi con Dassault

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night trainAlla fine di gennaio, davanti a un pubblico di quasi cinquemila progettisti e ingegneri meccanici, Geoff Bodine e Bob Cuneo hanno presentato il progetto Night Train 2, il bob di nuova generazione che raccoglie l’eredità del Night Train, vincitore di una medaglia d’oro alle Olimpiadi di Vancouver del 2010. Il bob presentato alla SolidWorks World Conference a San Diego, in California, gareggia per aggiudicarsi una delle medaglie in palio a Sochi.

Le Olimpiadi sono un’occasione unica per gli atleti che vogliono dare prova delle loro prestazioni, ma anche per le aziende che hanno a disposizione una vetrina mondiale per mettere in mostra la loro capacità d’innovazione e competenza tecnologica. La multinazionale francese Dassault Systèmes ha colto questa opportunità fornendo le proprie tecnologie di progettazione e simulazione virtuale al team americano di bob a quattro. Con il software SolidWorks, Bodine e Cuneo hanno realizzato un bob concepito per sfruttare appieno le caratteristiche della pista di Sochi, che alterna tratti velocissimi a passaggi molto tecnici. L’aerodinamica del primo Night Train era ottimizzata per il tracciato veloce di Vancouver, ma la pista di Sochi comprende tre tratti in salita molto insidiosi che richiedono grande efficienza e precisione per uscire dalle curve alla massima velocità.

Per progettare e collaudare i prototipi del bob Night Train 2 ci serviva un software di progettazione preciso ed efficiente – ha spiegato Geoff Bodine. Con SolidWorks di Dassault Systèmes abbiamo potuto utilizzare un materiale più leggero e creare a computer moltissimi prototipi tridimensionali, fino a ottenere esattamente il risultato desiderato prima di costruire il bob vero e proprio. Abbiamo potuto simulare e analizzare con grande precisione il modo in cui ogni variazione di peso influisce sulla conduzione del bob. In queste gare si raggiungono velocità prossime ai 150 km/h e si vince per frazioni di secondo. Ogni minima modifica può essere determinante per arrivare alla medaglia”.

Molti pensano che questi attrezzi non abbiano più grandi margini di miglioramento – ha commentato Bernard Charlès, ceo di Dassault Systèmes, in una recente intervista sul canale Web francese BFMbusiness. I nostri ingegneri, lavorando fianco a fianco con il team di Bodine, hanno dimostrato che c’è ancora molto spazio per l’innovazione”.

Non è la prima volta che Dassault Systèmes mette la propria tecnologia 3D al servizio di una grande impresa sportiva, come ha sottolineato lo stesso Charlès. “Nell’ultima edizione dell’America’s Cup, il team Oracle ha vinto perché, in pochissime ore, è riuscito a modificare l’imbarcazione, il carbonio e la conduzione della barca, realizzando una rimonta senza precedenti nella storia di quella competizione”.

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