Robotica e nuovi processi

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Mentre le economie mondiali ruotano, si avvicendano, procedono tra accelerazioni e decelerazioni, ponendo a tutti noi continui interrogativi sugli attuali o nuovo modelli di business, la tecnologia procede a senso unico, cioè sempre in sviluppo.

Nei trasporti, auto, moto, aerei e treni si cercano soluzioni di alleggerimento, nuove motorizzazioni e nuovi design per aumentare le prestazioni, aumentare il confort e nel contempo ridurre i costi. In tutti gli altri settori l’aumento delle funzionalità e l’alleggerimento sono i riferimenti. Trasversalmente, una concezione e realizzazione che tenga conto della sostenibilità ambientale. Le sfide sono sempre più aspre perché praticamente tutto il mondo si trova in competizione su questi temi. La revisione dei processi di produzione è altrettanto importante della concezione dei nuovi prodotti. Si valutano anzitutto i materiali per tutti i componenti, acciai, leghe di alluminio, compositi e plastiche e gli strumenti di calcolo e simulazione ne validano vantaggi e svantaggi. I prodotti attuali sono il risultato di una sommatoria variegata di materiali, che comporta una robusta conoscenza anche delle tecniche di assemblaggio, una volta effettuate le scelte. Saldatura, incollaggio, rivettatura? Poi i processi di trasformazione, nella loro interezza, non più fase per fase. Fusioni, realizzazioni dal pieno, soluzioni miste? Le macchine per la realizzazione di alcuni componenti con la tecnica dell’accrescimento per fusione dei materiali plastici e metallici si affiancano in supporto delle tradizionali lavorazioni per asportazione di truciolo. Ma a questi si stanno affiancando anche nuovi sistemi di lavorazione, sviluppati all’insegna di una delle esigenze più sentite degli ultimi anni: la flessibilità. Quale sistema è teoricamente più flessibile di una sistema robotizzato? Lo hanno ben compreso molti realizzatori di beni finali e molti terzisti che hanno realizzato celle flessibili di lavorazione asservite da robot. Ma dietro l’angolo c’è dell’altro. Cosa c’è di più flessibile di un robot? E’ possibile realizzare lavorazioni flessibili di asportazione utilizzando soltanto un robot opportunamente attrezzato? Il robot potrebbe essere in grado di caricare il pezzo, lavorarlo e scaricarlo nelle tolleranze richieste? E’ immaginabile un sistema di produzione semplicemente costituito da un Cad/Cam e da un robot attrezzato? Sembra di sì almeno secondo quanto affermano i ricercatori impegnati in alcuni progetti europei. Soprattutto sembra che si potrebbero ottenere notevoli risparmi in costi, nella flessibilità e nella configurazione del layout di produzione. Potrebbe trattarsi di un nuovo “salto” tecnologico? Pensiamo di sì, anche se, a ben riflettere siamo tentati di pensare che un robot del genere dovrebbe essere comunque dedicato, per esempio alla fresatura e altrettanto in modo dedicato dovrebbero essere studiate le configurazioni, l’esatta compatibilità delle strategie di lavorazione con il robot, il controllo e la gestione per ridurre le imprecisioni, i sistemi di compensazione degli errori e altro ancora.  Ma allora la flessibilità come sarebbe realizzata? Forse è ancora presto per saperne di più, ma è bene monitorare, monitorare sempre.

di Michele Rossi

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