Lo spettro del finanziamento

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Le storie di fantasmi si assomigliano tutte: spesso ci sono molti elementi comuni, una casa, villa o appartamento, nei quali qualcuno è morto suicida oppure ucciso da qualcun altro; insomma, un’anima senza pace che in qualche modo forse cerca l’aiuto di qualcuno, ma generalmente non infastidisce i vivi, li lascia vivere, e anche se le loro apparizioni lasciano sgomenti, spesso scompaiono più velocemente di come sono apparsi. Scherzi a parte, il fantasma che angustia oggi un imprenditore in cerca di soldi per fare un investimento non è il solito innocuo fantasma, ma una creatura davvero inquietante se non insidiosa, che si chiama “copertura finanziaria”. L’insidia sta nel capire come funzionano gli strumenti nazionali o europei per usufruire delle possibilità di finanziamento.

A questo punto, un cappello introduttivo è doveroso: ricerca, sviluppo e innovazione, se ne sente sempre parlare. Che cos’è questa triade? È un investimento strategico e di conseguenza non è una spesa corrente; dunque, si amplia lo spettro (intendo campo d’azione, non fantasma) delle attività, quindi dei costi, quindi delle possibilità di finanziamento. L’abbiamo ormai sentito fino alla nausea: per mantenersi competitive, le aziende devono migliorare i propri prodotti, i propri processi, la propria organizzazione e quant’altro, e per queste cose pare che ci sia tutta una serie di contributi statali per dare una spinta all’innovazione, per migliorare lo stato dell’arte del settore nel quale ci si muove e addirittura per arrivare a un’innovazione di mercato. Occorre ovviamente una copertura finanziaria, ma quale copertura? Mezzi propri, incentivi pubblici, finanziamenti a medio e lungo termine al fine di mantenersi finanziariamente ed economicamente equilibrati.

Io non so entrare nel merito più di tanto, ma so che dandosi da fare, magari navigando in Internet o rivolgendosi a consulenti seri, si può attingere concretamente a finanziamenti regionali, nazionali ed anche europei. Non sono fantasmi! Per esempio, la Commissione europea ha presentato l’Ottavo Programma Quadro, di ben 100 miliardi di euro, denominato “Orizzonte 2020”, nel quale viene illustrato lo schema strategico comune in materia di ricerca e innovazione per il periodo 2014-2020 con cinque proposte di regolamento. La sfida è come muoversi a livello europeo per intercettare questi finanziamenti; in questi anni, per colpa o per merito della crisi, c’è stata una certa vivacità di strumenti.

Girando qua e la per le piccole imprese, che sono ancora la colonna portante del nostro Paese, ho concluso che molte aziende fanno ricerca e sviluppo, ma non tutte se ne rendono conto; è quindi interessante sensibilizzare l’imprenditore su questo punto, perché sappia che quando risolve un problema o una difficoltà che riguarda il prodotto, il processo o il servizio fa innovazione e quindi è potenzialmente finanziabile; ecco allora che il fantasma finanziamento diventa meno inquietante se non innocuo. Certo, la materia è articolata e complessa, ma il mercato offre a riguardo dei servizi di consulenza davvero affidabili. Un proverbio milanese dice più o meno così: “Offelee, fa el tò mestee”; e allora cercate l’ente che per mestiere fa accedere a tutta una serie di informazioni personalizzate, che riguardano la normativa per ottenere finanziamenti pubblici, ad uso e consumo dell’imprenditore. Ci sono sul mercato servizi di consulenza molto competenti, al di sopra delle parti e delle banche, le quali quando si tratta di prestare soldi alle imprese fanno spallucce. Provare per credere.

di Enzo Guaglione

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