I nuovi servizi del mondo machinery

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Oggi si trovano molti riferimenti alla crescente importanza del tema della “Servitizzazione” (da servitization) nel settore machinery: l’estensione del business dei servizi sembra garantire differenziazione dell’offerta, vantaggi competitivi difficilmente imitabili e nuove fonti di profitto.

Secondo i dati di Federmacchine (2013), il comparto nazionale dei beni strumentali, detto anche machinery, è composto da circa 3.300 aziende attive sul territorio nazionale per un volume d’affari annuo di 28 miliardi di euro. In particolare, come rappresentativo esempio dell’importanza del settore, si osserva come le macchine utensili abbiano realizzato nel 2012 un fatturato di 5 miliardi di euro, crescendo del 12% sui mercati internazionali e portando i costruttori d’area al secondo posto in Europa e al terzo nel mondo. Coerentemente con il tessuto italiano, il settore machinery risulta composto perlopiù da aziende medio-piccole, in grado di esprimere elevatissimi valori in relazione alla tecnologia di prodotto ed al suo posizionamento di nicchia. Spesso, imprese di questa natura, in relazione alle limitate risorse a disposizione, incontrano forti difficoltà ad accedere a strumenti e conoscenze avanzate a supporto delle attività operative. Questo è vero anche (e soprattutto) in ambito del service, dove la complessità che caratterizza questo settore, assieme alla forte natura specialistica delle competenze, contribuisce a rendere la progettazione e l’offerta di servizi (al cliente ed al prodotto) un processo complesso ma altresì potenzialmente in grado di generare un notevole vantaggio competitivo.

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