Quale formazione?

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Il mondo globalizzato e la diffusione degli strumenti per la “conoscenza” stanno mettendo in chiara evidenza che lo sviluppo dei Paesi è strettamente connesso alla disponibilità di risorse umane preparate. Autorevoli studi internazionali confermano che la disponibilità di risorse umane “esperte” sarà addirittura “il” fattore abilitante dello sviluppo delle future economie.

La Cina e l’India contano per il 2025 di avere a disposizione 300 milioni di persone professionalmente preparate e competenti. Per il futuro sono considerate preziose abilità: la creatività, la consapevolezza globale, il pensiero critico, la capacità di risolvere problematiche comunque complesse. Non posso fare a meno di fare calare queste considerazioni nel mondo del lavoro tecnologico e riflettere che, tenuto conto della disponibilità praticamente ovunque delle stesse macchine, impianti, processi di lavoro, tutto questo significa che non è più sufficiente sapere utilizzare le tecnologie, “tout court”. E’ necessario potere disporre di una classe di giovani attrezzati con conoscenze distintive per trasformare questa disponibilità in strumenti di differenziazione competitiva. Per essere ancora più chiari: sarà necessario disporre di giovani in grado di individuare nuove soluzioni per risolvere problematiche che oggi si pensano già risolte al meglio. Cosa ne dite, ci stiamo preparando per un futuro estremamente stimolante per chi è in grado di percepirne le potenzialità? Personalmente penso che abbiamo il potenziale per affrontare questa sfida. Ne possediamo geneticamente tutte le caratteristiche abilitanti: creatività, apertura mentale, fantasia, profondo senso critico, capacità di venirne sempre fuori. E’ però necessario intervenire con urgenza a partire dal nostro modello sociale di sviluppo, diffondendo la cultura  della crescita intellettuale come valore al primo posto per il progresso. La scuola e le famiglie ne costituiscono i primi strumenti di diffusione. Per quanto riguarda il sistema formativo, l’accelerazione impressa alle diverse sfaccettature del mondo complesso globalizzato, rendono praticamente ancora più incolmabile l’eterna diatriba tra la preparazione scolastica e le esigenze delle aziende. Un piano di studi concepito oggi, alla fine di un ciclo di studi è oltre modo superato perché i mercati, le economie, le tecnologie, le logiche del lavoro, le logiche spazio/tempo attuali sono molto più avanti. Quindi è necessario fare due passi avanti e ripensare una formula di sistema formativo non soltanto dinamicamente aggiornabile “in corsa” (sic!), ma soprattutto che sappia proporre nozioni o specializzazioni in una modalità mirata alla crescita e la diffusione degli strumenti immateriali fondamentali per le future generazioni: la passione, la curiosità, la cultura, la critica propositiva, la metodica, la visione globale, l’analisi, la sintesi. Un sistema educativo capace di creare palestre intellettuali allenate per risolvere con successo le problematiche complesse del futuro. Allora saremo veramente vincenti!

di Michele Rossi

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