Il 2020 è vicino, anche per le Pmi

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Il primo gennaio 2014 prenderà il via la pubblicazione dei bandi di Horizon 2020, il nuovo programma quadro dell’Unione Europea per la ricerca e l’innovazione. Fra le principali linee guida del programma, una è focalizzata sulle Sme (Small and medium enterprise) ovvero sulle Pmi. Il programma Sme è finanziato con 6 miliardi di euro su pochi temi cruciali fra i quali Advanced Material (Materiali avanzati) e Advanced Manufacturing and Processing (Manifattura e processi avanzati). Per andare a raccogliere questa fortissima opportunità occorre che vi prepariate sin da ora, non già correndo dal commercialista, ma facendovi un’idea di che cosa è la ricerca industriale e su come orientarla al vostro particolare interesse di azienda che opera sul mercato. Ci sono tante novità e idee; processi nuovi e sofisticati, materiali innovativi, nuove tecniche di calcolo, nuove tecnologie che possono essere applicate al nostro settore. Per accedere a questo potenziale in fretta e a costi contenuti dovete incontrare un certo numero di interlocutori esperti, cioè di ricercatori del settore, con cui scambiare opinioni e individuare il tipo di ricerca che meglio si adatta alla vostra azienda e alle sue strategie. Una occasione unica in questo senso è data da convegni e appuntamenti come Aluminum 2000, con vari lavori presentati, a tutti i principali ricercatori italiani, ovvero proprio agli interlocutori di cui le aziende hanno bisogno. Il convegno è chiaramente focalizzato sull’alluminio, ma gli stessi ricercatori studiano anche qualsiasi altro materiale e proprio il dialogo con la ricerca è il primo passo da compiere. Il momento del commercialista verrà soltanto in seconda battuta. Non lasciamo, vi prego, tutta questa torta alle aziende del Nord Europa: l’Italia finanzia il programma quadro e riceve indietro costantemente la metà di quanto versa. Sta a voi e a nessun altro muovervi, adesso.

Ma non c’è solo l’Unione Europea; nel corso del mese di maggio sono state lanciate le call per aderire ai cluster tecnologici nazionali, ovvero le aggregazioni di aziende e centri di ricerca per la formazione di progetti comuni per l’innovazione, finanziati dal MIUR (Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca). Il primo bando è già stato finanziato con 160 milioni di euro, partirà a giugno. Anche in questo caso la cosa giusta da fare è trovare gli interlocutori, dire loro che cosa vi preme e pianificare un progetto per il quale andare a cercare fondi pubblici. Nel cluster nazionale (una specie di club ma dalle dimensioni decisamente importanti) conoscerete poi altre aziende e le loro necessità, da soddisfare attraverso nuovi materiali e nuove tecnologie. Le opportunità vengono dalle idee e un finanziamento pubblico non è mai un obiettivo, ma un mezzo per raggiungerlo. Voi tutti sapete, come sa bene anche il sottoscritto, che mentre dieci aziende muoiono, altre dieci aziende vanno alla grande perché hanno trovato il mercato giusto e il prodotto giusto.

di Luca Tomesani

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