Ricerca e sviluppo del futuro

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“Qual è ’l geomètra che tutto s’affigge per misurar lo cerchio, e non ritrova, pensando, quel principio ond’elli indige, tal era io a quella vista nova: veder voleva come si convenne l’imago al cerchio e come vi s’indova…” Siamo alla conclusione dell’ultimo canto della Divina Commedia: lo slancio di Dante creativo si tende in un supremo sforzo per esprimere l’inesprimibile. I versi citati tentano di spiegare la presenza contemporanea, nella parola, della natura umana e di quella divina. La difficoltà di questa spiegazione è paragonata da Dante a quello che può essere considerato il problema principe della geometria classica: la quadratura del cerchio. Proprio per questo, Dante riservò la suddetta citazione al momento più delicato della sua opera. D’accordo, la quadratura del cerchio non è possibile. Antichi matematici l’hanno ricercata come la pietra filosofale o il moto perpetuo. Ciò che voglio proporvi è più semplice: ritagliate un cerchio a pezzetti, ricomponete i pezzi in un quadrato di pari superficie nel modo migliore, e presentate il progetto a ManuFuture Italia, la piattaforma tecnologica per il manifatturiero competitivo e sostenibile, correlata con Manufuture Europa: potreste ricevere dei soldi. Questa piattaforma tecnologica è stata recentemente resa più accessibile ed efficace, ma la poca adesione che si registra intorno ad essa fa pensare a una sorta di “programma quadro”, il settimo credo, difficile da comporre nel cerchio della ricerca e sviluppo. Eppure, Manufuture-it si propone di definire strategie di ricerca, innovazione e formazione che permettano alle imprese di diventare più competitive e imporsi sul mercato globale. La missione della Piattaforma guidata da FEDERMACCHINE è l’implementazione di una strategia per rilanciare i settori del manifatturiero e le relative imprese nel mercato globale, attraverso lo sviluppo di prodotti/servizi, processi e nuovi modelli di business ad alto valore aggiunto, assicurando la competitività delle industrie manifatturiere, la crescita sostenibile, nuove ed elevate competenze professionali nonché una migliore qualità della vita. Le intenzioni, dunque, sono buone: il 7° programma quadro, in vigore dal 2007 al 2013, avrà a disposizione 53,2 miliardi di euro. Perché non approfittarne? Non tanto per la quadratura del cerchio, ovviamente, quanto per far quadrare i bisogni competitivi delle imprese italiane, soprattutto quelle medio-piccole.

Guardiamoci intorno: l’industria manifatturiera costituisce la colonna portante del sistema economico sia per l’Italia sia per l’Europa; essa, infatti, in Italia è costituita da più di 500.000 imprese, dà lavoro a 4,5 milioni di persone, genera un fatturato pari a 851 miliardi di euro e un valore aggiunto di 206 miliardi di euro. In Europa è costituita da oltre 2.000.000 imprese, dà lavoro direttamente a più di 32 milioni di persone, ha un fatturato di 6.000 miliardi di euro e un valore aggiunto pari a più di 1.500 miliardi di euro. Continuiamo a guardarci intorno e chiediamoci, per esempio, di quali materiali sono fatti gli oggetti che ci circondano: ci sono materiali antichi, ma il computer è fatto di chip al Silicio ed è contenuto in un supporto di plastica, la mia bicicletta è in monoscocca di Carbonio, la carrozzeria della Ferrari, la vela di Luna Rossa, la tuta del campione di nuoto ti fanno ritrovare accanto tanti nuovi materiali, che sono il motore del progresso tecnologico. Dunque, perché non fare una prima esperienza d’integrazione tematica nella struttura di ricerca e di trasferimento tecnologico di Manufuture-it? Magari, qualche briciola di quei 53,2 miliardi di euro potranno incentivare il mantenimento della vostra competitività.

di Enzo Guaglione

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